Vignetta di Alberto Pettinari

Nel Decreto del 1 Ottobre 2020 del Ministro della salute Speranza si legge:

Art. 1

  1. Nella tabella dei  medicinali,  sezione  B,  del  decreto  del Presidente della Repubblica 9 ottobre  1990,  n.  309,  e  successive modificazioni, e’ inserita, secondo l’ordine alfabetico, la  seguente categoria di sostanze: composizioni per somministrazione ad uso  orale  di  cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis.

Cosa comporta questo decreto? E quali sono le motivazioni?

Comporta che, “nonostante tutti gli studi internazionali e persino l’OMS abbia dichiarato che il CBD non possegga proprietà psicotrope, ecco che il Ministero della Salute inserisce il CBD estratto dalla Cannabis per uso orale all’interno della tabella II sui medicinali dentro la 309/90, la legge che regola gli stupefacenti, e quindi sottoposti alle normative proibizioniste.

Il principale motivo che ha portato a questa decisione è che dopo essere stato approvato nei mesi scorsi, sta per entrare in commercio in tutta Europa l’Epidiolex, un farmaco registrato a base di CBD, prodotto dalla GW Pharmaceuticals”[1].

Altro motivo indicato è che: “Nella tabella dei medicinali sono indicati i medicinali a base di sostanze attive stupefacenti ivi incluse le sostanze attive ad uso farmaceutico”[1].

Vediamo adesso di approfondire e di capire cosa è permesso e cosa non lo è.

Il CBD è una sostanza stupefacente?

 “Il cannabidiolo naturale o il cannabidiolo sintetico NON sono stati classificati come sostanze stupefacenti in quanto tali. Il Decreto, infatti, parla precisamente di COMPOSIZIONI ossia medicinali (galenici o industriali) ad uso orale che contengono CBD ottenuto da estratti di cannabis.

Detto in maniera discorsiva: non è stupefacente il CBD in quanto tale ( in quanto molecola), ma il FARMACO (composizione) AD USO ORALE (olio, altri estratti, capsule e tinture) che lo contiene SE E SOLO SE il CBD presente è estratto naturalmente[2].

Perché viene considerato stupefacente solo il “CBD farmaco” e non il “CBD molecola”?

“Durante il processo estrattivo del CBD dalla pianta (Cannabis, che contiene THC) non è possibile escludere completamente la presenza di THC come residuo. Per questo, un farmaco che contiene CBD estratto naturalmente potrebbe contenere una sostanza classificata stupefacente, il THC (tetraidrocannabinolo)” [2].

Cosa succede ai prodotti non farmaceutici come olio di CBD derivante da canapa light?

“Si sostiene che solo un farmaco potrebbe contenere CBD naturale ad uso orale ossia deve essere autorizzato dall’AIFA (Agenzia italiana del farmaco).

Detto altrimenti: qualsiasi prodotto che contiene CBD naturale ad uso orale non potrà essere prodotto/commercializzato a meno che non sia un medicinale autorizzato dall’AIFA. Ergo, può essere prodotto solo da una officina farmaceutica”[2].

Ricordiamo che per il momento questo decreto riguarda le estrazioni e non il materiale vegetale.

In ogni caso, vedremo dunque quali saranno le ripercussioni su aziende, commercianti e consumatori messi in difficoltà da questa decisione e, come sempre nella storia italiana, vedremo anche quali saranno le “strategie” per svicolare e superare questa difficoltà. Di certo una cosa risulta chiara in questa faccenda : il totale asservimento ai bisogni speculativi del mondo farmaceutico.

Riferimenti:

[1] https://www.freeweed.it/pharmageddon-le-composizioni-di-cbd-per-uso-orale-diventano-sostanze-stupefacenti-inserite-nella-309-90/
[2] https://www.farmagalenica.it/cbd-stupefacente-in-italia-dopo-epidyolex-no-ma-si