Sativa, indica, e ruderalis appartengono tutte alla stessa famiglia delle Cannabaceae, ma vengono distinte tra di loro per le diverse caratteristiche:

Cannabis sativa:

  • Originaria delle zone equatoriali;
  • Ha una conformazione meno cespugliosa e riesce ad arrivare anche fino a 4m di altezza. Anche le foglie sono molto sottili e presentano le classiche 7 punte;
  • A causa della sua zona di origine, la scarsità di ore di luce induce la pianta a crescere e fiorire contemporaneamente, contrariamente a quanto succede per le indiche, le quali prima si sviluppano poi, al calare delle ore di luce, dedicano tutta la loro energia alla fioritura. I fiori delle sative, proprio per i motivi sopra descritti, tendono a svilupparsi su tutta la lunghezza del ramo, mentre i fiori delle indiche si sviluppano unicamente negli internodi. Questo implica una produzione di gemme più leggere ed affusolate per le sative, più pesanti e compatte per le indiche.
  • Generalmente la cannabis sativa ha effetti cerebrali, stimolanti ed euforici.

Cannabis indica:

  • Originaria delle zone subtropicali;
  • Ha una conformazione più cespugliosa e rimane più contenuta nelle dimensioni. Anche le foglie sono più tozze e presentano 5 punte;
  • Genera effetti caratterizzati da rilassatezza mentale e muscolare, calmanti e concilianti del sonno.

Cannabis ruderalis:

  • Originaria delle zone climaticamente più rigide, come Russia e Cina del nord.
  • La sua caratteristica principale è quella di essere autofiorente, ovvero di non dipendere dal fotoperiodo per fiorire. Tra le tre è quella che presenta dimensioni minori.
  • Il suo basso tenore di THC e CBD in natura l’ha resa a lungo inutilizzabile. La sua popolarità è cresciuta solo recentemente, grazie alla creazione di genetiche ibride, dalle quali si ottengono varietà di cannabis con concentrazioni di principi attivi proprie della indica o della sativa, ma autofiorenti.